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Barletta accoglie una “caramella buona” contro la pedofilia
La onlus si è presentata alla città
Obiettivo è fare formazione, informazione e prevenzione
"La Caramella Buona" è arrivata a Barletta e si è presentata ieri sera alla cittadinanza in una conferenza stampa presso la sala rossa del castello. Si inaugura così un nuovo progetto impegnato a fare rete contro il più abietto e triste dei reati: la pedofilia. A presentare questo cammino, che ci si augura collaborerà a pieno titolo con istituzioni locali e forze dei polizia, vi erano il sindaco Nicola Maffei, l'assessore provinciale alle politiche sociali Carmelinda Lombardi, l'assessore regionale Maria Campese, e soprattutto il presidente dell'associazione Roberto Mirabile e le due referenti per Barletta, coloro che hanno inaugurato questa nuova realtà, le avvocatesse Rosanna Fiorella e Grazie Corcella.
Il pubblico, felicemente composto soprattutto da donne, ha ascoltato la storia de "La Caramella Buona", i suoi 15 anni di attività dalla viva voce del presidente Mirabile. Oltre alle continue collaborazioni con le forze dell'ordine e con le scuole, il merito fondamentale della onlus è di essere la prima associazione in Italia contro gli abusi e le violenze sessuali ad essere riconosciuta parte civile e difensiva in processi penali nei tribunali. Ne abbiamo già ampiamente parlato con le due responsabili, in una corposa intervista rilasciata qualche giorno fa ai microfoni di Barlettalife e di cui rinnoviamo la lettura.
«La priorità è costruire una nuova generazione sana e cosciente del problema» ha sottolineato l'assessore Campese, «affinchè si possa insieme costruire una società che metta di nuovo al suo cento l'elemento più debole di tutti: il bambino». Al suo intervento è seguito quello del sindaco Nicola Maffei che ha dichiarato: «Spesso fenomeni di questo tipo vengono occultati non tanto per il danno subito dal minore colpito, ma per l'immagine stessa della famiglia». Sembra che questa situazione di vergogna mista ad omertà sia superata, ma ancora oggi «molti dimenticano i loro doveri» secondo il ruolo occupato nel proprio nucleo familiare. E così si è parlato di quella che è forse la forma più pericolosa di pedofilia, quella endofamiliare, che si consuma fra le pareti di casa e raramente riesce ad emergere all'esterno, oltre quelle barriere di ipocrisia e disagio. E' proprio in quei contesti che realtà organizzate e scrupolose come "La Caramella Buona" possono intervenire riconoscendo i turbamenti, attraverso accurati corsi di formazione destinati soprattutto ai docenti che, dopo le famiglie, sono gli elementi della società a più vivo contatto con i bambini.
Formazione innanzitutto, ma anche informazione. Ecco perché la presentazione di questa associazione è doppiamente importante per la città di Barletta: non solo perché avvia un progetto onorevole e socialmente fondamentale, quale la lotta agli abusi e alle violenze, ma anche perché offre occasione per parlarne, per confrontarsi, per aprire il dibattito su un fenomeno considerato fra i più turpi, ma di cui tutti, anche chi di noi si ritiene più lontano dal problema, deve assumerne la consapevolezza. Ed è soprattutto una parola di aiuto e di incoraggiamento per le tanti vittime silenti, per trovare il coraggio di denunciare. "La Caramella Buona" è lì per dire loro che non sono soli.
Il pubblico, felicemente composto soprattutto da donne, ha ascoltato la storia de "La Caramella Buona", i suoi 15 anni di attività dalla viva voce del presidente Mirabile. Oltre alle continue collaborazioni con le forze dell'ordine e con le scuole, il merito fondamentale della onlus è di essere la prima associazione in Italia contro gli abusi e le violenze sessuali ad essere riconosciuta parte civile e difensiva in processi penali nei tribunali. Ne abbiamo già ampiamente parlato con le due responsabili, in una corposa intervista rilasciata qualche giorno fa ai microfoni di Barlettalife e di cui rinnoviamo la lettura.
«La priorità è costruire una nuova generazione sana e cosciente del problema» ha sottolineato l'assessore Campese, «affinchè si possa insieme costruire una società che metta di nuovo al suo cento l'elemento più debole di tutti: il bambino». Al suo intervento è seguito quello del sindaco Nicola Maffei che ha dichiarato: «Spesso fenomeni di questo tipo vengono occultati non tanto per il danno subito dal minore colpito, ma per l'immagine stessa della famiglia». Sembra che questa situazione di vergogna mista ad omertà sia superata, ma ancora oggi «molti dimenticano i loro doveri» secondo il ruolo occupato nel proprio nucleo familiare. E così si è parlato di quella che è forse la forma più pericolosa di pedofilia, quella endofamiliare, che si consuma fra le pareti di casa e raramente riesce ad emergere all'esterno, oltre quelle barriere di ipocrisia e disagio. E' proprio in quei contesti che realtà organizzate e scrupolose come "La Caramella Buona" possono intervenire riconoscendo i turbamenti, attraverso accurati corsi di formazione destinati soprattutto ai docenti che, dopo le famiglie, sono gli elementi della società a più vivo contatto con i bambini.
Formazione innanzitutto, ma anche informazione. Ecco perché la presentazione di questa associazione è doppiamente importante per la città di Barletta: non solo perché avvia un progetto onorevole e socialmente fondamentale, quale la lotta agli abusi e alle violenze, ma anche perché offre occasione per parlarne, per confrontarsi, per aprire il dibattito su un fenomeno considerato fra i più turpi, ma di cui tutti, anche chi di noi si ritiene più lontano dal problema, deve assumerne la consapevolezza. Ed è soprattutto una parola di aiuto e di incoraggiamento per le tanti vittime silenti, per trovare il coraggio di denunciare. "La Caramella Buona" è lì per dire loro che non sono soli.
La Caramella Buona arriva a Barletta
Conferenza stampa di presentazione
Conferenza stampa di presentazione
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Giovedì 20 Giugno 2013 

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