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Il Fascicolo del Fabbricato avrà funzioni antisismiche?
Dopo i nuovi terremoti in Italia, una seria riflessione è più che doverosa
Può partire in Puglia una seria cultura di prevenzione a 360° gradi?
L'ultimo passo per l'approvazione del DdL regionale "Disposizioni urgenti in materia di prevenzione del rischio e sicurezza delle costruzioni - Istituzione del fascicolo del fabbricato", come Barlettalife ha riportato più volte nelle ultime settimane, sarà la discussione e la votazione finale nell'aula del consiglio regionale. Alla luce degli ultimi drammatici eventi sismici, che hanno interessato nuovamente l'Italia, in Emilia-Romagna (a 3 anni da un altro grande sisma come quello in Abruzzo), sorge spontaneo porre nuovamente l'attenzione su questo testo di legge regionale, nato, come purtroppo ricordiamo, dopo la tragedia umana ed edilizia del crollo della palazzina in via Roma a Barletta, per cercare di riaffermare sul piano legislativo parole come sicurezza, prevenzione e legalità.
"Articolo 1
(Principi e finalità)
1. La Regione Puglia, a tutela della pubblica e privata incolumità, persegue una politica mirata alla conoscenza dello stato conservativo del patrimonio edilizio a salvaguardia della sicurezza e della qualità delle strutture, nonchè del buon governo del territorio.
2. In ossequio ai principi di sussidiarietà e di leale collaborazione tra Regione e Comuni, la presente legge consegue gli obiettivi di cui al precedente comma anche attraverso:
a. un sistema integrato ed informatizzato per la conoscenza dello stato conservativo del patrimonio edilizio esistente, con particolare attenzione agli edifici strategici, ai fini di protezione civile e del rischio rilevante in relazione alle azioni sismiche;
b. una politica di prevenzione e protezione dai rischi di eventi calamitosi, mediante l'individuazione di modalità di attuazione che sensibilizzino anche i soggetti privati interessati."
Questo disegno di legge regionale considera il Fascicolo del Fabbricato "quale strumento operativo idoneo al perseguimento delle finalità definite nel precedente art.1". Nel testo emergono altri elementi sulla questione, che riproponiamo di seguito in sintesi.
I Comuni devono (entro 6 mesi dalla pubblicazione della legge):
• raggruppare i fabbricati esistenti per probabile livello di rischio attuale, sulla base delle informazioni e delle conoscenze sulle caratteristiche geotecniche e idrogeologiche del suolo
• predisporre un crono-programma definito in base al livello di rischio, finalizzato alla sottoposizione dei fabbricati interessati a verifica obbligatoria della condizione statica
E' importante rassicurare i cittadini, rispondendo ad una semplice ma importante domanda: questa nuova legge regionale sarà un concreto strumento anche dal punto di vista della prevenzione antisismica? Non è più possibile sfidare la sorte, non possiamo più aggrapparci ai dati statistici e trovare conforto nel fatto che una determinata zona sia soggetta, in maniera più o meno frequente, ai terremoti. Inoltre, avendo tutti visto dove si sono concentrati i danni di quest'ultimo terremoto, che ha colpito le province di Modena e Ferrara, e ha portato alla morte soprattutto operai sul luogo di lavoro, un'altra domanda, guardando alla nostra regione, sorge spontanea e chiede risposta: i capannoni industriali delle nostre zone sono sicuri? Occorre dunque che questa azione legislativa rientri all'interno di un vero e proprio processo di riconversione culturale dell'Italia intera, all'insegna della consapevolezza e della convinzione di essere a tutti gli effetti, e senza alcun distinguo, un paese a rischio sismico. Molto interessanti sono le illustrazioni sulla situazione dell'Italia, punto di scontro tra le placche euro-asiatica e africana, visivamente somigliante alla situazione del Giappone, e sulla composizione strutturale dei capannoni industriali, tratte dal sito del Corriere della Sera (corriere.it),
che proponiamo in allegato, assieme alla cartina della Protezione Civile sulla classificazione sismica dell'Italia al 2006, nella quale la nostra provincia, per i comuni di Andria, Trani e Bisceglie, rientra nella zona 3 di basso livello di pericolosità, mentre per i comuni di Barletta, Canosa, Margherita, San Ferdinando; Trinitapoli, Minervino e Spinazzola, rientra nella zona 2 di medio livello di pericolosità, all'interno di una Puglia che si presenta divisa in zone di livello di rischio molto variegate.
"Articolo 1
(Principi e finalità)
1. La Regione Puglia, a tutela della pubblica e privata incolumità, persegue una politica mirata alla conoscenza dello stato conservativo del patrimonio edilizio a salvaguardia della sicurezza e della qualità delle strutture, nonchè del buon governo del territorio.
2. In ossequio ai principi di sussidiarietà e di leale collaborazione tra Regione e Comuni, la presente legge consegue gli obiettivi di cui al precedente comma anche attraverso:
a. un sistema integrato ed informatizzato per la conoscenza dello stato conservativo del patrimonio edilizio esistente, con particolare attenzione agli edifici strategici, ai fini di protezione civile e del rischio rilevante in relazione alle azioni sismiche;
b. una politica di prevenzione e protezione dai rischi di eventi calamitosi, mediante l'individuazione di modalità di attuazione che sensibilizzino anche i soggetti privati interessati."
Questo disegno di legge regionale considera il Fascicolo del Fabbricato "quale strumento operativo idoneo al perseguimento delle finalità definite nel precedente art.1". Nel testo emergono altri elementi sulla questione, che riproponiamo di seguito in sintesi.
I Comuni devono (entro 6 mesi dalla pubblicazione della legge):
• raggruppare i fabbricati esistenti per probabile livello di rischio attuale, sulla base delle informazioni e delle conoscenze sulle caratteristiche geotecniche e idrogeologiche del suolo
• predisporre un crono-programma definito in base al livello di rischio, finalizzato alla sottoposizione dei fabbricati interessati a verifica obbligatoria della condizione statica
E' importante rassicurare i cittadini, rispondendo ad una semplice ma importante domanda: questa nuova legge regionale sarà un concreto strumento anche dal punto di vista della prevenzione antisismica? Non è più possibile sfidare la sorte, non possiamo più aggrapparci ai dati statistici e trovare conforto nel fatto che una determinata zona sia soggetta, in maniera più o meno frequente, ai terremoti. Inoltre, avendo tutti visto dove si sono concentrati i danni di quest'ultimo terremoto, che ha colpito le province di Modena e Ferrara, e ha portato alla morte soprattutto operai sul luogo di lavoro, un'altra domanda, guardando alla nostra regione, sorge spontanea e chiede risposta: i capannoni industriali delle nostre zone sono sicuri? Occorre dunque che questa azione legislativa rientri all'interno di un vero e proprio processo di riconversione culturale dell'Italia intera, all'insegna della consapevolezza e della convinzione di essere a tutti gli effetti, e senza alcun distinguo, un paese a rischio sismico. Molto interessanti sono le illustrazioni sulla situazione dell'Italia, punto di scontro tra le placche euro-asiatica e africana, visivamente somigliante alla situazione del Giappone, e sulla composizione strutturale dei capannoni industriali, tratte dal sito del Corriere della Sera (corriere.it),
che proponiamo in allegato, assieme alla cartina della Protezione Civile sulla classificazione sismica dell'Italia al 2006, nella quale la nostra provincia, per i comuni di Andria, Trani e Bisceglie, rientra nella zona 3 di basso livello di pericolosità, mentre per i comuni di Barletta, Canosa, Margherita, San Ferdinando; Trinitapoli, Minervino e Spinazzola, rientra nella zona 2 di medio livello di pericolosità, all'interno di una Puglia che si presenta divisa in zone di livello di rischio molto variegate.
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Giovedì 20 Giugno 2013 

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