«La cementeria brucia monnezza e i barlettani la respirano»

La salute e la tutela ambientale, una battaglia di pochi a Barletta

L'inquinamento uccide, al pari dell'indifferenza


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TOMMASO FRANCAVILLA
Giovedì 2 Febbraio 2012 ore 1.22

La cementeria è divenuto un inceneritore di rifiuti, nell'indifferenza generale. La Buzzi Unicem spa, proprietaria della cementeria, ha presentato alla Provincia Bat la procedura di avvio della VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) per aumentare la quantità di rifiuti speciali non pericolosi da bruciare, per aumentare i già ottimi profitti. La provincia ha dato parere favorevole alla VIA, dando il via al reincenerimento di 65000 tonnellate di immondizia, sotto forma CDR (Combustibile Derivato dai Rifiuti).

Nella battaglia per la tutela della salute e dell'ambiente si fanno avanti soltanto il Collettivo EXIT, l'associazione Beni Comuni e l'Arci "Carlo Cafiero", i cui rappresentanti, Alessandro Zagaria, Sabrina Salerno e Michele Sciannamea, hanno delineato in una conferenza le fasi del loro agire per tutelare la salute pubblica e l'ambiente della nostra città.

I suddetti movimenti e associazioni hanno riscontrato alcune incongruenze nella relazione tecnica di rilascio del parere favorevole alla VIA, mancanze utili per un ricorso al TAR. Hanno sollecitato l'amministrazione comunale di farsi carico del ricorso, ma tutto è caduto nel dimenticatoio, infatti bisogna sapere che durante i consigli comunali le questioni importanti sono ben altre. Le associazioni e i movimenti non si sono scoraggiati e hanno deciso di rappresentare la città di Barletta all'interno della procedura AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale), presentando indagini e analisi approfondite, di cui la Buzzi Unicem e la Provincia non hanno tenuto conto. Inoltre, rappresentanti dei movimenti hanno sottolineato come la questione cementeria – inceneritore sia una questione che la classe politica non vuole o non può affrontare, sebbene sia in gioco la salute dei cittadini, e paradossalmente un confronto con la cittadinanza manca totalmente.

L'inquinamento uccide, al pari dell'indifferenza.

Francesco il 3 febbraio alle 12.39
Rispondo ad Antonio e a Franco. Se entrambi foste stati partecipi almeno alla conferenza stampa, tenuta presso la libreria Einaudi, avreste potuto sentire personalmente che i promotori dell'iniziativa (collettivo Exit, associazione Beni Comuni e Arci Cafiero ed alcuni semplici cittadini) hanno ribadito che l'iniziativa non è finalizzata solo ad ottenere l'annullamento della VIA con il conseguente aumento della quantità di CDR da coincenerire all'interno della Buzzi Unicem ma, ad ottenere una più ampia riflessione sulle criticità ambientali date dalla mancanza di un piano Traffico in cui la circolazione urbana diventi sostenibile. Inoltre si è evidenziata la necessità di un nuovo Piano Urbanistico Generale che risolva il problema di insediamenti industriali in pieno centro urbano (Buzzi Unicem e Timac). Quindi prima di parlare documentiamoci per evitare di non comprendere appieno le motivazioni delle azioni che si intraprendono sul territorio cittadino. Concludo dicendo che lo spettro/ricatto occupazionale non deve essere motivo nè per soprassedere alla tutela della salute di decine di migliaia di abitanti (Barletta ne conta più di 90.000) nè per soprassedere all'eventuale perdita di alcune decine di posti di lavoro, visto che alcune fonti ufficiose riportano in meno di 50 i posti di lavoro nel caso specifico della Buzzi Unicem.
Antonio il 3 febbraio alle 10.16
Sig. Giovanni, io non credo che il paragone che l'azienda sipontina regga in quanto quell'azienda era un'azienda prettamente chimica, come dice il nome stesso. poi tra l'altro ci sono un bel pò di cose che questi sanno o fanno finta di non sapere per chissà quale motivo($)..guardi, io non so la sua età, ma penso che entrambi abbiamo capito un pò di come vadano certe cose, per cui non credo proprio che nessuno faccia o voglia fare il bene di tutti se prima non ha soddisfatto il bene privato proprio o di un terzo..chiamala se vuoi esagerazine, ma si tenga conto del principio generale per cui nessuno fa niente per niente,e tutti sappiamo bene questo..come ha detto il signor Franco, la cementeria non lavora da dicembre e il forno è spento, e ciononostante ogni causa di inquinamento la si imputa alla cementeria, perchè questo($)? l'aria irrespirabile si trova in città, ed è causata solo ed esclusivamente dallo smog delle auto..io amo l'ambiente e ci tengo alla mia salute e a quella della comunità barlettana,motivo per cui uso la bici e difendo il diritto al lavoro,cosa che non sembrano intenzionati a fare questi signori.............
valerio il 2 febbraio alle 19.28
Dobbiamo riappropriarci della nostra salute e della nostra vita, diventare noi gli attori principali, anche attraverso l’impegno nella raccolta differenziata spinta, che darebbe anche una importante ricaduta occupazionale pulita.

Se vi interessa approfondire, qualche link, tanto per gradire…

http://www.isde.it/Biblonline/relazioni/Effetti%20sulla%20salute%20umana%20degli%20impianti%20di%20incenerimento%20di%20rifiuti.pdf

http://www.ecomed.org.uk/content/IncineratorReport.pdf

http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/02/effetti-nocivi-degli-inceneritori-regione-giunta-smentita-suoi-esperti-scientifici/174811/
valerio il 2 febbraio alle 19.25
A questo si aggiunga che se non fosse per gli incentivi statali (leggasi soldi nostri) che vanno alle imprese che si occupano di bruciare i rifiuti, tale attività sarebbe comunque economicamente passiva, anche considerando la conseguente produzione di energia elettrica e una eventuale ricaduta occupazionale nonchè ammettendo per assurdo che sia lecito sacrificare al profitto la salute pubblica!
Infine, al termine del processo di combustione, restano da smaltire le ceneri, altamente nocive.
Ancora, è quantomeno contraddittorio e diseducativo il messaggio che si offre all’opinione pubblica, dapprima invogliata alla raccolta differenziata e poi demotivata dal fatto che a pochi metri da casa propria vengano bruciati rifiuti indifferenziati, seppure provenienti da altre località.
Il caso di Barletta differisce dagli altri anche per altri aspetti: infatti l’impianto sorge in una zona pienamente urbanizzata, dalla quale soffiano i venti prevalenti che poi attraversano l’intera città. Non a caso i nostri avi, saggiamente, vollero localizzare il cimitero in una zona esattamente opposta, proprio al fine di evitare il propagarsi in città di odori sgradevoli.
Purtroppo la classe politica provinciale e comunale non offre nessuna garanzia, quindi i cittadini farebbero bene ad informarsi autonomamente: ci dobbiamo tutelare da soli (visto che a parte l’encomiabile impegno di Arci, Bene Comune e Collettivo Exit non si muove nessuno).
valerio il 2 febbraio alle 19.23
Se la cittadinanza si fosse documentata e se fosse stata adeguatamente coinvolta dalle istituzioni, l’incenerimento dei rifiuti, anzichè essere percepito come un normale processo industriale, sarebbe stato considerato in modo ben diverso e cioè come fonte di emissioni nocive.
Ricordiamo che nella vicina Trani qualche anno fa una grande mobilitazione permise di bloccare l’iter già avviato per la costruzione di un inceneritore
Non si capisce il perché talvolta le istituzioni che governano il territorio si preoccupino, ad esempio, del famigerato PM 10 (le cosiddette polveri sottili, certamente dannose, prodotte dal traffico veicolare), tralasciando le emissioni degli inceneritori, (PM 2,5 ed inferiori) ben più microscopiche e insidiose, anche perché impossibili da trattenere anche con i più sofisticati impianti di filtraggio.
Inoltre la centralina attiva in via Canosa (come tutte le centraline di quel tipo) non è in grado di rilevare le nanoparticelle prodotte dall’incenerimento dei rifiuti; quindi utilizzare quel paramnentro non ha alcun senso.
Secondo autorevoli studi, di alcuni dei quali riporto i link al termine di questo intervento, in prossimità degli impianti di incenerimento, anche se localizzati in zone distanti dai centri urbani, si rilevano aumenti dell’incidenza di tumori, malformazioni genetiche, patologie cardiorespiratorie e danni ormonali e genetici causati anche dai metalli pesanti volatilizzati nell’ambiente: quanti cittadini – non mi riferisco solo a Barletta, ma a tutta l’Italia - sono informati di questo?
Franco il 2 febbraio alle 12.24
Porto a conoscenza i partecipanti al forum che la cementeria è ferma dal giorno 10 dicembre ore 12,00 del 2011.
Caso strano i rilievi fatti dalla centralina posta dall'ARPA su via Canosa, annotava che il giorno 11 e 14 dicembre 2011 si verificava lo sforamento dei valori massimi inquinanti.
Non è strano??? e come mai di tutto l'inquinamento si addossa ogni responsabilità alla cementeria pur essendo ferma???
E' evidente che la situazione è diventata una speculazione politica, in effetti tutto il resto che inquina ai signori del forum non interessa affatto.
Di fatti se ciò vi potrebbe essere utile, v'informo che quasi tutti fumano, quasi tutti sono in sovrappeso e quasi tutti utilizzano automobili obsolete per percorrere anche poche centinaia di metri.
Inoltre ai signori medici che collaborano a questo forum, vorrei ricordargli che tutta la sanità è allo sfascio, per non parlare delle scuole....ancor peggio!!!
giuen senza pagour il 2 febbraio alle 12.13
Carissimo Antonio certo che ce ne vuole... non voglio far polemiche e quindi ti faccio un esempio pratico che ha vissuto pareccho tempo fa il nostro territorio: l'enichem di manfredonia. Quando i movimenti si mobilitarono per la savaguarda della salute e quindi per la chiusura e/o delocalizzazione dell'industria ricordo benissimo che li operai che si sentivano minacciati arrivarono agli scontri con gli tessi dimostranti ignari che il loro malessere proteggeva anche loro...per non farla lunga dopo decenni dalla chiusura della ditta l'ultimo operaio Morto un po di tempo fa (a scritto anche un libro dove racconta tutto) ribadiva di come all'inizio fossero abbagliati da quella protesta e che solo dopo si sono accorti che magari insieme potevano raggiungere un obbiettivo comune che salvaguardasse tutte la comunità compreso coloro che ci lavoravano (tutte morte dello stesso male...coincidenza?)..riflettiamo tutti nessuno parla di chiusura (forse l'azienda tra un po parlerà di licenziamenti perchè non si produce più cemento) e quindi riconvertiscono l'azienda in un inceneritore, e in un inceneritore dove i guadagni derivano dall'incenerimento, gli operai non servono. quindi non facciamo falsi proclami lavoriamo tutti insieme per un obbiettivo comune! come cittadini! possiamo essere parte attiva sulla mobilità sostenibile non offendiamo coloro che oggi si attono per la salvaguardia del posto di lavoro e della salute pubblica ciao.
giuen senza pagour il 2 febbraio alle 09.03
ecco chi le istituzioni demonizzano!... i ragazzi dell'exit che di fatto sono l'unica realtà a Barletta che da anni si mobilita sul e per il territorio a difesa dei beni comuni e dell'"interesse" della collettività! la mia età me lo impedisce di agire direttamente, ma sono contento di vedere che c'è ancora spirito vivo nei giovani, non vi arrendete. e non dite che sono di parte! io personalmente sto con chi si impegna genuinamente il resto sono chiacchier da bar.
Antonio il 2 febbraio alle 08.08
la cementeria dall'inizio dell'anno non lavora nemmeno a singhiozzi e rischia di chiudere lasciando senza reddito centinaia di famiglie..è questo che la gente vuole e deve sapere e non queste patetiche chiacchiere($)...ci tenete alla salute e all'ambiente?è una scelta nobile,ma promuovete l'uso della bicicletta o dei mezzi pubblici anzichè usare l'auto,anche solo per fare 100 mentri,e vedrete come la salute dei cittadini e la qualità dell'aria migliorano,e come se migliorano, e lo sapete benissimo questo...lasciate in pace i lavoratori!!!!
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