Barletta Giovedì 20 Giugno 2013 S. Adalberto

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Al polmone verde serve un polmone artificiale

L'orto botanico sta seccando nel menefreghismo

Strane presenze hanno già visitato la struttura


Tommaso Francavilla
TOMMASO FRANCAVILLA
Domenica 5 Agosto 2012 ore 18.59

Benvenuti nell'orto botanico-terra bruciata. Dovrebbe essere un polmone verde per la città, ma servirebbe un polmone artificiale per rianimarlo. Prima dell'inaugurazione, è stato reso accessibile a chiunque volesse entrare e lasciare il proprio segno sulla faccia della terra. In anticipo sui tempi, alcuni intraprendenti sono già penetrati all'interno lasciando le loro tracce. Chiunque potrebbe entrare di giorno e di notte, e fare di tutto, con un po di l'immaginazione cosa si potrebbe fare in un orto botanico incustodito?

A questo punto entro anche io, da una apertura laterale, progettata appositamente per farvi passare chiunque volesse lordare e rubare. Entro e trovo un cantiere di rari esemplari di cavi elettrici scoperti, mi domando se ogni tanto qualche maestranza vada a lavorare, dato che la sensazione generale è di un abbandono forzato. Mi colpiscono subito le piante, che dovranno essere l'attrazione di questa struttura, invece sono a malapena annaffiate da un sistema di irrigazione che ha dimenticato un paio di alberi , che sono seccati, utilizzabili solo come legna da ardere. Gli alberi piantati sono pochi, chi ci regalerà l'ossigeno? Dovremo portarcelo da casa in apposite bombole.

Mi sembra di essere piombato in una campagna arsa dal sole, in attesa che passi il contadino a sistemare le cose, mentre tutto intorno è un tripudio sistemi elettrici abbozzati, aiuole secche e polverose, tombini scoperchiati, tutto impacchettato da poderose mura valicabili e penetrabili in qualunque momento, e da cancelli scavalcabili anche da un bambino, su cui si notano i primi segni di ruggine.

Qui, per ora, non crescono fori rari, seccherebbero nel menefreghismo. Chissà se gli "alti papaveri" del consiglio comunale immaginano che oltre quelle mura, c'è un giardino.

Peppino Lo Curto il 7 agosto alle 10.18
Meglio poi non pensare ai milioncini di euri che è costato fino ad ora........è chiaro poi che della gestione chi se ne frega, una volta appaltati i lavori il + è fatto.
giovanni il 7 agosto alle 08.21
la verità è che bisogna ripensare integralmente e senza "barriere" ideologiche l'intera problematica del complesso immobiliare denominato "ex distilleria", magari riesumando il vecchio piano gasparrini!
Utente Facebook
Gabriele Lomazzo il 6 agosto alle 13.06
Anche se sono in parte d'accordo con te non mi sento colpevole di nulla, vedi io o noi, siamo quella fascia di persone che non devono sapere niente di come deve andare l'amministrazione comunale, ma svegliarsi al momento giusto per commentare queste foto.....
ma francamente non mi sento di farlo perchè al momento, lo stesso orto non è aperto al pubblico e quindi non posso dire nulla, se ci sta un colpevole di tutto questo e il sindaco o chi per lui che permette lo scempio...
Lucifero il 5 agosto alle 18.41
Questa opera rappresenta il popolo Barlettano in grado solo di lamentarsi che a barletta non c'è niente e dare la colpa agli altri e di pensare solo al proprio orticello, complici anke le autorità pubbliche completamente assenti, incapaci e timorose di ripercussioni personali!! x fortuna che presto elimineranno le province inutili!!
giuseppe il 5 agosto alle 11.12
Quando si programma la realizazione di un'opera pubblica si dovrebbero tener presente due principi: la sua funzione sul territorio e la sua gestione. Per l'ORTO BOTANICO tanto non è stato fatto. Per quanto sia pur sempre BELLO poterne fruire della sua utilità, non risponde ad esigenze della Città, non avendo in Barletta un Istituo di Agraria nè una Sezione staccata della Facoltà di Agraria della Università che avrebbero potuto gestirlo con attenzione e competenza. Penso che ancora oggi ad anni di distanza dalla sua programmazione non si sappia ancora da chi farlo gestire e comunque l'affidamento della sua gestione comporterà una apprezzabile spesa a carico del Bilancio comunale. Forse sarebbe il caso di iniziare a pensare, se tanto fosse possibile, ad una sua riconversione trasformandolo in verde pubblico accessibile a tutti. Caso contrario è oltremodo urgente e necessario ipotizzare con serietà, compentenza e responsabilità il suo affidamento in gestione ad una Istituzione seria, che riesca a dargli quanto meno una funzione didattica e speriamo anche di ricerca. In assenza di tanto si rischierà un progressivo degrado di quanto già realizzato.
stoll il 5 agosto alle 09.48
Il sindaco dov'è? Tanti proclami, tante date di inaugurazione, tante date d'inizio lavori in via andria e via v. veneto per sottovia, piscina comunale, piazza marina, piazza bruciata in via don michele tatò, rotatoria di via foggia, mura del carmine, piazza marina, fronte mare e tanti tanti altri lavori pubblici annunciati e ...........???? Ormai la seconda elezione l'ha conquistata. Ora bisogna aspettare che il mandato finisca o che qualcuno lo mandi a casa anzitempo.
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Orto botanico
Nel 2004 è stato firmato il contratto di acquisto dell'ex Distilleria di Barletta da parte dell'Amministrazione comunale, raggiungendo uno dei suoi principali obbiettivi di governo. Secondo i piani del Governo locale di allora, l'area sarebbe stata trasformata in un polo di attrazione cittadina, ospitando servizi a carattere socio-culturale e, non ultimo, l'orto botanico finanziato con fondi comunali.

"Con la firma del contratto – commentava l'allora sindaco di Barletta, Francesco Salerno – l'Amministrazione comunale fornisce una risposta concreta a quanti, singolarmente o attraverso le associazioni, si erano mobilitati per riqualificare l'ex insediamento industriale […]". L'intervento pubblico si è rivelato incisivo e risolutore, sottraendo un'area di circa 50000 metri quadri all'abbandono, riconoscendo il dovuto valore storico, ambientale, urbanistico dell'antico opificio. La sede comunale ha pagato l'area e le strutture in essa contenute circa 4,5 milioni di euro, che per il potenziale del posto non sono poi così tanti e possono ancora rappresentare un ottimo investimento, se solo non si lasci al tempo e all'incuria l'ingrato compito di una demolizione tanto scongiurata. Il gruppo di associazioni degli anni novanta (FRED Forum per il Rercupero dell'Ex Distilleria), sebbene abbia cessato da tempo la sua attività, ha sicuramente continuato ad essere presente nelle singole individualità come spirito ispiratore per la preservazione di vari spazi della città.Naturalmente non sono mancati tanti progetti relativi all'utilizzo a cui sarebbe stata adibita l'area. Essi riguardavano, tra l'altro, la creazione di importanti servizi a carattere sociale, un museo, una biblioteca, sale conferenze e l'orto botanico. Insomma il volto dell'intera zona sarebbe destinato a cambiare totalmente, ma ancora oggi quasi tutti questi progetti sono rimasti incompiuti, per motivi che sarebbe interessante indagare e che probabilmente sono perlopiù ascrivibili alla politica.

Negli anni successivi all'acquisto da parte del Comune, gli ingranaggi hanno cominciato a girare, molto lentamente, ma hanno cominciato. Infatti nel 2004 la Giunta Regionale ha stanziato dei finanziamenti di oltre 3,5 milioni di euro per gli interventi nell'area dell'ex Distilleria, già inseriti nel PRU (Piano di Recupero Urbano) e approvati dal Consiglio comunale. Un numero considerevole di comuni grandi e piccoli opererà interventi di riqualificazione urbana avvantaggiandosi dei finanziamenti messi a disposizione dal Ministero dei Lavori pubblici attraverso i Piani di riqualificazione urbana. I Pru sono programmi integrati pubblico-privati, realizzati anche in variante al Piano regolatore generale attraverso accordi di programma fra comune, ministero e regione, e rappresentano uno strumento a cavallo fra il piano urbanistico e il progetto edilizio. I Pru sono finalizzati al rinnovo e alla rifunzionalizzazione di parti significative di città, atteso che in futuro l'attività edilizia dovrà rivolgersi e ricercare risposte all'interno della città consolidata e al più ai suoi margini. Gli interventi programmati sarebbero: edilizia residenziale sovvenzionata (alloggi per anziani), strutture sociali (centro di servizio agli anziani), spazi pubblici (verde), attrezzature coperte per il parco, spazio attrezzato, piazze, almeno così si legge dalla determina dirigenziale del settore urbanistica del Comune di Barletta, del giugno 2005. […]Nella progettazione di questi giardini pubblici certamente nati per dare un sostegno alla didattica delle scuole locali, oltre a rappresentare uno strumento di mantenimento della memoria comune, visto l'inserimento di una struttura museografica, presenterà una serie di percorsi tesi a conoscere meglio le specie vegetali mediterranee e pugliesi in particolare. La ricostruzione di diversi paesaggi della zona, è resa particolarmente suggestiva dalla via dell'acqua e dall'utilizzo di particolari stili di costruzione.

Paolo Doronzo
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