Stella Mele racconta
Nell'intervista c'è se stessa e Barletta
«Maffei risalga subito su quella nave! Ora!»
Utile l'intervista che la neo-componente della Direzione Nazionale de "La Destra" ha rilasciato a Barlettalife. Concreta e coerente, senza indugi o postille ermetiche, traccia recenti vicende politiche-amministrative di Barletta. Forse ancora più solida e interpretativa, Stella Mele, rispetto ad altre interviste rilasciateci nel corso delle recenti competizioni elettorali. Racconta la debolezza e disorganicità del PdL e difende le iniziative di CasaPound mal interpretate. Il suo giudizio sull'operato della giunta Maffei è tra i più severi, letti nel recente. Ma è sulle indecisioni amministrative a seguito del crollo di Via Roma che la politica barlettana fa ribollire il suo malumore umano e politico.
Michele Sarcinelli
Siamo con Stella Mele, che da poco è entrata nella Direzione Nazionale de La Destra. Come è nato questo incarico? Quali sono le tue aspettative?
«E' un riconoscimento che è avvenuto per volontà del segretario nazionale Francesco Storace e per il quale ovviamente lo ringrazio. È il riconoscimento per me e per la mia comunità del lavoro svolto sul territorio e dell'impegno profuso per diffondere i valori e le battaglie della Destra nello scenario politico nazionale. Una forma di gratificazione e una dimostrazione, una verifica del mio impegno e della mia fedeltà al partito e al progetto».
Si tratta di un organo ristretto vero?
«La Direzione Nazionale è composta da 50 membri provenienti da tutta la Penisola. Gli altri organi sono l'esecutivo politico (composto da chi è a capo dei vari Dipartimenti) e il comitato centrale (composto da 200 dirigenti da tutto il territorio)».
Tu hai una lunghissima militanza e questo ulteriore successo è una conferma evidentemente della tua bravura come dirigente politico. Come mai invece a livello locale non sei riuscita, ad esempio, a raggiungere una carica elettiva?
«Il fatto di non essere riuscita ad essere eletta, credo sia legato principalmente ad alcune cause: una politica allo sbando con gli elettori che premiano candidati che creano clientele. A Barletta si tratta quasi solo di politica clientelare. Un male atavico della nostra Città. I giovani che si mettono in gioco devono fare i conti anche con gli atteggiamenti di elettori che prediligono la politica clientelare, chi, invece, si avvicina alla politica attraverso la militanza, paga questo scotto. Lo dico con tono sommesso, consapevole però che ogni mio voto, ognuna di quelle 420 preferenze, è stato un sussulto, un'emozione, un'attestazione di stima da parte di chi mi ha accordato la sua fiducia senza chiedere nulla in cambio. C'è, quindi, ancora lo spazio per "il cambiamento"».
Guardandoti indietro hai rimorsi o rimpianti? Durante la preparazione delle candidature per le amministrative tu, ad un certo punto, eri stata indicata dalle forze minori del centrodestra come candidato sindaco? Sei pentita di non aver portato fino in fondo quella possibilità?
«No, non sono pentita. I rimorsi e i pentimenti inaspriscono l'animo e nel mio non c'è spazio né per gli uni, né per gli altri. Mi piace la Politica e sono una tifosa dei comportamenti sostanziali che al suo interno la nobilitano. Ho accettato serenamente il "verdetto", lusingata anche solo per il fatto di essere stata proposta dalle altre forze politiche per ricoprire un ruolo così importante. Ho ringraziato e al momento in cui dovevo, ho fatto un passo indietro, come dovrebbe suggerire di fare "lo spirito di servizio" in una coalizione. Poi la mia candidatura al consiglio comunale come "indipendente" nella lista del Pdl è stata frutto di una difficoltà oggettiva riscontrata nel compilare le liste. Tutte. Avrei anch'io potuto presentare la mia, ma è stato difficile farlo. Una lista vera, con 30 veri candidati. Non una lista con 10 candidati e 20 prestanome, come purtroppo lo stesso Pdl ha fatto. La difficoltà è nata dalla mancanza di un progetto "granitico" all'interno del centrodestra barlettano e da un nome, quello del candidato sindaco, Maria Grazia Vitobello, arrivato tardivamente e che, forse anche per il percorso politico un po' "ballerino", non ha incontrato fra gli elettori entusiasmo e volontà di collaborare tali da entrare anche in lista. I fattori quindi a cui porre rimedio sono: assenza di progetto, tempistica e percorsi politici poco chiari».
Il tuo giudizio sulla rappresentanza consiliare del centrodestra in questo secondo mandato di Maffei qual è? È vera opposizione?
«È un centrodestra , ahimè, inconcludente. L'ha dimostrato in un recente Consiglio comunale in cui , con l'astensione, hanno di fatto approvato le linee programmatiche dell'Amministrazione Maffei. Mi chiedo: come facciamo a dimostrare che siamo alternativi se poi non contestiamo la linea della maggioranza?? Poco prima di questo "episodio", ho fatto mia anche la battaglia sulle commissioni. Alcune commissioni, come quella dei Lavori pubblici o dell'Urbanistica, sono il cuore pulsante di una amministrazione comunale. Non aver ottenuto nemmeno la vicepresidenza che, per prassi, spetta all'opposizione, significa aver rifiutato di controllare l'operato della maggioranza. Il vicepresidente ha un compito di controllo e garanzia, non solo di supporto, di collaborazione e di supplenza rispetto al presidente. Siamo partiti con un piede sbagliato, siamo partiti in sordina. Mancano progetti, manca l'unità e, a volte, anche l'umiltà».
C'è una forza che sta facendo parlare molto di sé: Casa Pound. Una forza che, "geograficamente", si colloca alla tua destra. Tu cosa pensi di questo movimento? Mi riferisco sia all'esperienza barlettana che a quella nazionale.
«Rammaricano gli episodi di Barletta. Nella nostra Città alcuni bravissimi ragazzi (tra l'altro fuoriusciti dal Pdl, che hanno deciso di continuare a fare politica con l'associazionismo e che non ambiscono a poltrone o a vetrine di alcun genere) erano impegnati nella raccolta di firme contro Equitalia e sono stati oggetto di reazioni inopportune e inappropriate anche da parte di esponenti di forze politiche di sinistra, come Carmine Doronzo e Michele Rizzi, che vanno poi "cianciando" di "questione sociale". L'iniziativa ha invece incontrato la simpatia degli Italiani in tutta la penisola. Questo tema avrebbe dovuto vedere condivisione e vicinanza proprio da parte di coloro che l'hanno contestato. Casa Pound non avendo rappresentanti istituzionali chiede appoggio ad altre forze politiche sui temi di rilevanza sociale che supporta: per esempio il "Mutuo Sociale" approvato nella Regione Lazio grazie all'impegno de La Destra di Storace, la battaglia sull'acqua pubblica o, ancora, quella contro Equitalia. "Casa Pound Italia" è un'associazione di promozione sociale che, giuridicamente parlando, gode dei diritti garantiti dalla Costituzione a tutte le associazioni. Non mi risultano episodi di violenza o intolleranza compiuti nella nostra città da esponenti della stessa associazione. Quella domenica il clima "repressivo" è sembrato appartenere ad altri».
Tornando alla politica di Palazzo, tra un po' si torna a votare per le amministrative. Come segretaria provinciale, cambia qualcosa rispetto al passato nelle tue strategie?
«Sì, nella città più importante, Trani, ho chiesto al Segretario cittadino di presentare la lista. Saremo con tutta probabilità in coalizione, ma c'è ancora confusione sul candidato sindaco e sulla coalizione. Essere in coalizione resta la nostra collocazione politica più naturale, anche perché negli ultimi mesi del governo Berlusconi siamo entrati pienamente in coalizione con la nomina a Sottosegretario al Lavoro e alle Politiche Sociali di uno dei nostri migliori uomini, Nello Musumeci».
Il tuo giudizio sulla giunta Maffei.
«Si tratta di una giunta precaria, momentanea, monca (mancano due assessori, fra cui il Vice Sindaco). Maffei pare abbia deciso solo di non decidere e quando, invece, decide qualcosa, ha strane priorità. Un esempio fra tutti: un cartellone del Teatro a mio avviso dispendioso in un momento di crisi e con altre priorità e urgenze. C'è poi la triste pagina del "crollo di Via Roma". In qualsiasi altra città i dirigenti e i dipendenti dell'Ufficio tecnico si sarebbero dimessi o almeno sarebbero stati presi provvedimenti severi nei loro confronti e cautelativi. Ecco, mi sarebbe piaciuto che Barletta avesse dimostrato di essere "Capoluogo morale" prima ancora che " Capoluogo giuridico" della Provincia. E poi gli sprechi. La mia è una provocazione, ma abbraccia un tema sociale. In alcune città qualche sindaco ha rinunciato all'auto blu preferendo mezzi di trasporto più economici e meno inquinanti. E se anche Maffei abbandonasse la sua Audi da 60 mila euro e passasse a un'auto elettrica e meno dispendiosa? Sarebbe un bell'esempio. Fermo restando il timore che la sua auto darebbe piuttosto l'idea di essere una nave ormai in avaria. Una nave senza equipaggio e senza un Capitano coraggioso in grado di guidarla, senza abbandonarla. Una nave in cui le scialuppe di salvataggio stanno per esaurirsi e l'orchestra, per finire a mare. Risalga subito su quella nave, Maffei! Ora!».
Michele Sarcinelli
Siamo con Stella Mele, che da poco è entrata nella Direzione Nazionale de La Destra. Come è nato questo incarico? Quali sono le tue aspettative?
«E' un riconoscimento che è avvenuto per volontà del segretario nazionale Francesco Storace e per il quale ovviamente lo ringrazio. È il riconoscimento per me e per la mia comunità del lavoro svolto sul territorio e dell'impegno profuso per diffondere i valori e le battaglie della Destra nello scenario politico nazionale. Una forma di gratificazione e una dimostrazione, una verifica del mio impegno e della mia fedeltà al partito e al progetto».
Si tratta di un organo ristretto vero?
«La Direzione Nazionale è composta da 50 membri provenienti da tutta la Penisola. Gli altri organi sono l'esecutivo politico (composto da chi è a capo dei vari Dipartimenti) e il comitato centrale (composto da 200 dirigenti da tutto il territorio)».
Tu hai una lunghissima militanza e questo ulteriore successo è una conferma evidentemente della tua bravura come dirigente politico. Come mai invece a livello locale non sei riuscita, ad esempio, a raggiungere una carica elettiva?
«Il fatto di non essere riuscita ad essere eletta, credo sia legato principalmente ad alcune cause: una politica allo sbando con gli elettori che premiano candidati che creano clientele. A Barletta si tratta quasi solo di politica clientelare. Un male atavico della nostra Città. I giovani che si mettono in gioco devono fare i conti anche con gli atteggiamenti di elettori che prediligono la politica clientelare, chi, invece, si avvicina alla politica attraverso la militanza, paga questo scotto. Lo dico con tono sommesso, consapevole però che ogni mio voto, ognuna di quelle 420 preferenze, è stato un sussulto, un'emozione, un'attestazione di stima da parte di chi mi ha accordato la sua fiducia senza chiedere nulla in cambio. C'è, quindi, ancora lo spazio per "il cambiamento"».
Guardandoti indietro hai rimorsi o rimpianti? Durante la preparazione delle candidature per le amministrative tu, ad un certo punto, eri stata indicata dalle forze minori del centrodestra come candidato sindaco? Sei pentita di non aver portato fino in fondo quella possibilità?
«No, non sono pentita. I rimorsi e i pentimenti inaspriscono l'animo e nel mio non c'è spazio né per gli uni, né per gli altri. Mi piace la Politica e sono una tifosa dei comportamenti sostanziali che al suo interno la nobilitano. Ho accettato serenamente il "verdetto", lusingata anche solo per il fatto di essere stata proposta dalle altre forze politiche per ricoprire un ruolo così importante. Ho ringraziato e al momento in cui dovevo, ho fatto un passo indietro, come dovrebbe suggerire di fare "lo spirito di servizio" in una coalizione. Poi la mia candidatura al consiglio comunale come "indipendente" nella lista del Pdl è stata frutto di una difficoltà oggettiva riscontrata nel compilare le liste. Tutte. Avrei anch'io potuto presentare la mia, ma è stato difficile farlo. Una lista vera, con 30 veri candidati. Non una lista con 10 candidati e 20 prestanome, come purtroppo lo stesso Pdl ha fatto. La difficoltà è nata dalla mancanza di un progetto "granitico" all'interno del centrodestra barlettano e da un nome, quello del candidato sindaco, Maria Grazia Vitobello, arrivato tardivamente e che, forse anche per il percorso politico un po' "ballerino", non ha incontrato fra gli elettori entusiasmo e volontà di collaborare tali da entrare anche in lista. I fattori quindi a cui porre rimedio sono: assenza di progetto, tempistica e percorsi politici poco chiari».
Il tuo giudizio sulla rappresentanza consiliare del centrodestra in questo secondo mandato di Maffei qual è? È vera opposizione?
«È un centrodestra , ahimè, inconcludente. L'ha dimostrato in un recente Consiglio comunale in cui , con l'astensione, hanno di fatto approvato le linee programmatiche dell'Amministrazione Maffei. Mi chiedo: come facciamo a dimostrare che siamo alternativi se poi non contestiamo la linea della maggioranza?? Poco prima di questo "episodio", ho fatto mia anche la battaglia sulle commissioni. Alcune commissioni, come quella dei Lavori pubblici o dell'Urbanistica, sono il cuore pulsante di una amministrazione comunale. Non aver ottenuto nemmeno la vicepresidenza che, per prassi, spetta all'opposizione, significa aver rifiutato di controllare l'operato della maggioranza. Il vicepresidente ha un compito di controllo e garanzia, non solo di supporto, di collaborazione e di supplenza rispetto al presidente. Siamo partiti con un piede sbagliato, siamo partiti in sordina. Mancano progetti, manca l'unità e, a volte, anche l'umiltà».
C'è una forza che sta facendo parlare molto di sé: Casa Pound. Una forza che, "geograficamente", si colloca alla tua destra. Tu cosa pensi di questo movimento? Mi riferisco sia all'esperienza barlettana che a quella nazionale.
«Rammaricano gli episodi di Barletta. Nella nostra Città alcuni bravissimi ragazzi (tra l'altro fuoriusciti dal Pdl, che hanno deciso di continuare a fare politica con l'associazionismo e che non ambiscono a poltrone o a vetrine di alcun genere) erano impegnati nella raccolta di firme contro Equitalia e sono stati oggetto di reazioni inopportune e inappropriate anche da parte di esponenti di forze politiche di sinistra, come Carmine Doronzo e Michele Rizzi, che vanno poi "cianciando" di "questione sociale". L'iniziativa ha invece incontrato la simpatia degli Italiani in tutta la penisola. Questo tema avrebbe dovuto vedere condivisione e vicinanza proprio da parte di coloro che l'hanno contestato. Casa Pound non avendo rappresentanti istituzionali chiede appoggio ad altre forze politiche sui temi di rilevanza sociale che supporta: per esempio il "Mutuo Sociale" approvato nella Regione Lazio grazie all'impegno de La Destra di Storace, la battaglia sull'acqua pubblica o, ancora, quella contro Equitalia. "Casa Pound Italia" è un'associazione di promozione sociale che, giuridicamente parlando, gode dei diritti garantiti dalla Costituzione a tutte le associazioni. Non mi risultano episodi di violenza o intolleranza compiuti nella nostra città da esponenti della stessa associazione. Quella domenica il clima "repressivo" è sembrato appartenere ad altri».
Tornando alla politica di Palazzo, tra un po' si torna a votare per le amministrative. Come segretaria provinciale, cambia qualcosa rispetto al passato nelle tue strategie?
«Sì, nella città più importante, Trani, ho chiesto al Segretario cittadino di presentare la lista. Saremo con tutta probabilità in coalizione, ma c'è ancora confusione sul candidato sindaco e sulla coalizione. Essere in coalizione resta la nostra collocazione politica più naturale, anche perché negli ultimi mesi del governo Berlusconi siamo entrati pienamente in coalizione con la nomina a Sottosegretario al Lavoro e alle Politiche Sociali di uno dei nostri migliori uomini, Nello Musumeci».
Il tuo giudizio sulla giunta Maffei.
«Si tratta di una giunta precaria, momentanea, monca (mancano due assessori, fra cui il Vice Sindaco). Maffei pare abbia deciso solo di non decidere e quando, invece, decide qualcosa, ha strane priorità. Un esempio fra tutti: un cartellone del Teatro a mio avviso dispendioso in un momento di crisi e con altre priorità e urgenze. C'è poi la triste pagina del "crollo di Via Roma". In qualsiasi altra città i dirigenti e i dipendenti dell'Ufficio tecnico si sarebbero dimessi o almeno sarebbero stati presi provvedimenti severi nei loro confronti e cautelativi. Ecco, mi sarebbe piaciuto che Barletta avesse dimostrato di essere "Capoluogo morale" prima ancora che " Capoluogo giuridico" della Provincia. E poi gli sprechi. La mia è una provocazione, ma abbraccia un tema sociale. In alcune città qualche sindaco ha rinunciato all'auto blu preferendo mezzi di trasporto più economici e meno inquinanti. E se anche Maffei abbandonasse la sua Audi da 60 mila euro e passasse a un'auto elettrica e meno dispendiosa? Sarebbe un bell'esempio. Fermo restando il timore che la sua auto darebbe piuttosto l'idea di essere una nave ormai in avaria. Una nave senza equipaggio e senza un Capitano coraggioso in grado di guidarla, senza abbandonarla. Una nave in cui le scialuppe di salvataggio stanno per esaurirsi e l'orchestra, per finire a mare. Risalga subito su quella nave, Maffei! Ora!».
Stella Mele
il 25 gennaio alle 00.07
Roberto, un invito per chiarezza: 1) dire chi sei. In mancanza di questo elemento è impossibile sostenere una conversazione civile. La tutela contro dichiarazioni anonime e riferimenti offensivi e denigratori può essere garantita soltanto per via giudiziaria. Saluti.
Domenico Laurent
il 23 gennaio alle 20.27
ma chi devo contattare ....i fantasmi....ti permetti di criticare Caracciolo..di sputare nomi...sei una nullità...uno che non ha l'ONORE di scrivere il suo nome ma solo quello di altrui..è 0. Fatti onore e scrivi il tuo nome...e come dice Alfredo Pierro...sei virtuale!
duccio
il 23 gennaio alle 19.41
laurent, quando e se sarai in grado di scrivere pensieri compiuti contattami. per il momento torna a giocare con le bambole.
stella mele, perchè paghi un pullman (con annesso panino e porchetta suppongo) ? così come la gente decide autonomamente di andare allo stadio, al cinema o di guardare bruno vespa non vedo perchè debba essere 'indotta' a partecipare ad una manifestazione. chi vuole manifestare è giusto che paghi il prezzo del pullman. il cambiamento presuppone l'autodeterminazione, ognuno deve essere cosciente dei propri diritti e doveri e liberamente partecipe, senza che vi sia il o la badante di turno ad indicare la retta via, che detto fra di noi nel vostro caso porta al precipizio. ci vogliono persone che leggano, studino, conoscano, ci vuole più curiosità, senza costrizioni, senza steccati e senza alcuna paura del diverso, dell'altro, altrimenti i figli che verranno voteranno i figli dei lanotte, dibenedetto, caracciolo. noi siamo fottuti, abbiamo già perso, con o senza pullman. alla prossima
stella mele, perchè paghi un pullman (con annesso panino e porchetta suppongo) ? così come la gente decide autonomamente di andare allo stadio, al cinema o di guardare bruno vespa non vedo perchè debba essere 'indotta' a partecipare ad una manifestazione. chi vuole manifestare è giusto che paghi il prezzo del pullman. il cambiamento presuppone l'autodeterminazione, ognuno deve essere cosciente dei propri diritti e doveri e liberamente partecipe, senza che vi sia il o la badante di turno ad indicare la retta via, che detto fra di noi nel vostro caso porta al precipizio. ci vogliono persone che leggano, studino, conoscano, ci vuole più curiosità, senza costrizioni, senza steccati e senza alcuna paura del diverso, dell'altro, altrimenti i figli che verranno voteranno i figli dei lanotte, dibenedetto, caracciolo. noi siamo fottuti, abbiamo già perso, con o senza pullman. alla prossima
Stella Mele
il 23 gennaio alle 10.20
è un tuo dovere e se lo fai ti fa onore. E' il tuo modo di fare "politica". Io ho scelto di farla "indossando una maglia" perchè credo ancora nelle Idee e in nome di queste decido di metterci la faccia sui muri e di scendere in piazza. Nessuna delle due scelte (la tua e la mia) è contestabile se entrambe sono animate da buoni propositi. Oppure sei tu il depositario della Verità??? Cos’altro dire? Spero tu abbia soddisfatto la tua voglia di divertirti, Duccio, andando a sciare sull'abetone (a chi non piacerebbe?). Sarebbe piaciuto anche a me, ma di questi tempi ho deciso di spendere quei soldini pagando un pullman che partirà da Barletta per andare a difendere anche i tuoi diritti. Non mi pare che il mio “attivismo” meriti di essere insultato. Mi è stato utile questo confronto, perché ha consacrato una mia certezza: quella che la vera intolleranza alberga dalle vostre parti. E sulla strada dell’intolleranza come pensi possano crearsi i fronti culturali, i bei gesti, le sensibilità diverse? Come pensi si possa costruire qualcosa di alternativo o di politicamente incisivo? Ti lascio con questo interrogativo, dispiaciuta per non averti potuto dare un nome e un volto. Sarebbe stato sinonimo di lealtà e di trasparenza anche questo. A presto .
Stella Mele
Stella Mele
Stella Mele
il 23 gennaio alle 10.17
L'assenza dei nomi di coloro che hanno governato l'Italia negli ultimi 10 anni ( c'è stato un Governo Prodi di mezzo, se la memoria non mi tradisce) è assolutamente voluta e dovuta per far emergere in te quell'onestà intellettuale della quale parli. Se ne sei dotato anche tu , saprai benissimo che il "sacco d'Italia" parte da lontano. Circa da 70 anni e non è frutto degli ultimi 10 anni di Governo. Ammettiamo di aver avuto dei padri che non hanno saputo o voluto fermare coloro che producevano il debito che oggi dobbiamo pagare noi e i nostri figli. Detto questo, fossi in te, non denigrerei tutto ciò che è politica. Nel nome dell'anti- ideologia non c'è più una concezione "sana" del mondo. La politica deve riguadagnare il suo ruolo, la sua centralità e per farlo ci vuole l'impulso, lo stimolo e la spinta da parte dei cittadini, non la costante delegittimazione di questa. La Politica farà anche schifo, ma chi la contesta "a priori", fa il gioco di chi vuole commissariarla definitivamente. Insieme alle ideologie, per approdare ai risultati ai quali negli ultimi tempi stiamo assistendo. Quello che fai da "homo civicus"
Domenico Laurent
il 22 gennaio alle 23.18
Duccio...l'Italia è a questo punto perchè la gente è come te...senza nome e cognome...il mio coniglio merita più stima!
duccio
il 22 gennaio alle 09.39
dall'elenco che hai fatto mancano topo gigio e super pippo. non mi interessa contestarti le baggianate talebane sulla visione spirituale della vita, osservo però che sei talmente schiava della tua appartenenza che l'onestà intellettuale hai deciso di gettarla all'ammasso. in quella lista di nomi buttati a casaccio noto l'assenza dei politicanti di destra che hanno governato l'italia quasi ininterrottamente negli ultimi 10 anni: è un tuo limite oppure la libertà di pensiero non è compatibile con gli ambienti del diopatriaefamiglia ? sei abbastanza ripetitiva nel ribadire che tu fai e gli altri guardano e temo tu non possa nemmeno capire quello che sto per scriverti: la politica è il ponte fra il sogno e la realtà e la scelta su come vivere e attraversare quel ponte non necessariamente deve portare alla militanza partitica. penso di meritare di più dell'oscena mediocrità che i figuri politici barlettani spargono come sale sulle ferite della comunità ed allora ho indirizzato la mia partecipazione, il mio essere homo civicus, verso una militanza di 'responsabilità sociale', tra gruppi di acquisto solidale e lezioni sulla cura dei 'beni comuni' rivolte ai bambini delle scuole elementari. non è tanto, non è poco, è il modo in cui mi piace fare politica. ora vado a sciare sull'abetone, perchè mi piace anche diveritirmi
Stella Mele
il 21 gennaio alle 20.40
La mia “destra” è quella che intende combattere (sabato 4 febbraio saremo a Roma in corteo e in protesta) per affermare che la sovranità popolare è un valore e che i governi li fanno i cittadini con il voto, non i Parlamenti con le imboscate e le congiure. La mia “destra” è quella che vuole smascherare i trasformisti e i restauratori della prima Repubblica, quelli che, esattamente come te, non hanno onestà intellettuale abbastanza per ammettere che quelli che hanno fatto il 'sacco d'Italia' negli ultimi 70 anni, quelli, cioè, che ci hanno messo in ginocchio sono stati i Luca di Montezemolo, i De Benedetti, i Cofferati, gli Epifani, le Susanna Camuso, i Moro, i Forlani, gli Spadolini, i Fanfani, i Napolitano, i Togliatti, gli Andreotti, i Fazio, i Draghi, i Profumo, i Consorte e simili..! Hai ancora il coraggio di dire che il mio partito o la mia “destra” ha “inabissato questo Paese”??? Ma fammi il piacere! Dalle mie parti il progetto è connaturato con la sobrietà dei comportamenti, con l’amor di Patria, con la sua indipendenza, con l’Identità nazionale, con l’economia sociale di mercato, con il Diritto alla casa (mutuo sociale), con il coraggio, con la sacralità della vita, con la centralità delle persona, con la difesa della famiglia tradizionale, con il differenzialismo e l’integrazione, con l’eliminazione dei rifiuti e con la loro riconversione in materia prima, con la visione spirituale della vita, con l’altruismo, con l’autenticità dei comportamenti, con la Testimonianza ed il servizio. Concetti grandi e pesanti da portare addosso. C’è chi ci prova e li difende (con orgoglio), e chi, invece, privo di tali “ricchezze”, non gli resta altro che difendere le sue idiozie e mostrare la sua “mascella quadrata” offendendo dietro un pc. Ma anche queste sono scelte. Prosit!
Stella Mele
il 21 gennaio alle 20.34
Duccio, so che chi non conosce la storia non si presta a cambiare opinione dal giorno alla notte, ma chissà… magari qualche bravo qualunquista (o fazioso??) innamorato del proprio mestiere di “critico” potrebbe farsi venire voglia di esplorare meglio qualche “ricostruzione” sommaria dettata, evidentemente, dalla fretta. La mia “destra” è una destra che l’ha sempre pensata allo stesso modo. Il partito in cui milito è un partito fatto di donne e uomini che in 70 anni hanno preferito sedersi “dalla parte sbagliata” per promuovere l'Identità italiana e per difenderla dall'aggressione di altre tradizioni, culture, religioni che arricchiscono il mondo, tutte rispettabili e bellissime, per carità, ma diverse dalla nostra. La mia “destra” è quella che ha combattuto per affermare una visione spirituale della vita e del mondo, che crede in Dio, un Dio qualunque purché sia. La mia “destra” è quella che da sempre difende la vita fin dal concepimento, e vuole difenderla anche quando potrebbe scomparire su un letto di un ospedale grazie a un'iniezione, perchè la vita appartiene a se stessa e al Signore. La mia “destra” è quella che ama l’indipendenza della nostra Nazione e non accetta ordini dalla multinazionali di nessun tipo. La mia “destra” è quella che non crede giusto insegnare il Corano nelle scuole e vuole combattere la segregazione delle donne, anche con il divieto di indossare il velo integrale. La mia “destra” è quella che ambisce a una giustizia giusta e politicamente neutrale, è quella che desidera un potere giudiziario che sappia essere un ordine dello Stato e non un contro-potere che destabilizza lo Stato. La mia “destra” è quella che difende la famiglia tradizionale (mamma, papà e figli) senza stravaganze, senza adozioni tra persone di uno stesso sesso (chi è omosessuale ha il diritto di fare della sua vita ciò che vuole ma ha il dovere di lasciare in pace i bambini).
duccio
il 21 gennaio alle 13.35
una come te può trovare consensi solo nella feccia che risale il pozzo e invoca, con un italiano sgrammaticato, una dittatura da cui il tuo partito di appartenenza non è in grado di prendere le distanze salvo poi giustificare meschinamente l'esistenza di un'associazione di quattro repressi e sfigati appigliandosi al dettato costituzionale. la vita non è il grande fratello, tu vuoi un nome e un volto da chi ti critica ed io ti rispondo con il fiore della parola. la tua destra è un coacervo di qualunquismo rancoroso e non ti serve a nulla dare dello 'schettino' a chi evidenzia le tue banalità: ripetere un'idiozia più volte non la trasforma in verità. ti ricordo che sei iscritta ad un partito organico alla ciurma da tribunale che ha inabissato questo Paese con il sorriso sulle labbra, quindi la viltà e l'incompetenza dalle tue parti trovano degna accoglienza. alla prossima
nino
il 21 gennaio alle 09.34
Max solidarietà e stima alla Sig.na Mele!!
Stella Mele
il 21 gennaio alle 01.04
Io posso vedere anche quello, Roberto, è la prova che ho avuto un "volto" e, ti dirò, è bello voltarmi indietro e vedere anche quello. La tua risposta mi pare desolante. E non ho il potere di cambiare Barletta, ma solo quello di stimolare nuove soluzioni, condivisibili o meno, di creare dibattito, di sollecitare il maggior numero di cittadini facendogli crescere dentro la rabbia e l'amore per la realtà dei fatti. Non ci si impegna solo per vedere risultati. Mi chiedi "quali"? Ci si impegna per onorare la Città e, mentre lo si fa, la città migliora in un suo angolino. Basta quindi con questo qualunquismo stucchevole e con questa embrionale voglia di denigrazione verso chi, gratuitamente, si impegna e ha il coraggio di mettere il proprio volto sui muri (pensa te, tu nemmeno il tuo nome).
Continua a fare della denigrazione il tuo credo o il tuo impegno, se proprio pensi sia utile...Io penso che la Città potrà risparmiarselo. Chi fa come te, vedrà sempre buio e finisce per ritirarsi in campagna a rammendarsi i calzini. Attività nobili e rispettabili, ma incompatibili con la mia natura. Saluti
Continua a fare della denigrazione il tuo credo o il tuo impegno, se proprio pensi sia utile...Io penso che la Città potrà risparmiarselo. Chi fa come te, vedrà sempre buio e finisce per ritirarsi in campagna a rammendarsi i calzini. Attività nobili e rispettabili, ma incompatibili con la mia natura. Saluti
I commenti rappresentano le opinioni personali dei lettori di Barlettalife e non dell'editore o degli autori.
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Sulla Monza-Saronno camion in fiamme, proveniva da Barletta e trasportava calzatureCRONACADistrutte dal fuoco centinaia di scarpe nel carico
“Noi promotori di legalità” nel segno dei diritti dei minoriSERVIZI SOCIALIConvegno promosso dalla scuola “Baldacchini” sulla tutela dei minorenni
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A Barletta si...aprono le "orecchiette"EVENTIPresentato il nuovo contenitore di Radio Gamma
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Barlettalife è una testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Trani. Direttore responsabile Michele Sarcinelli.

Venerdì 18 Maggio 2012 





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