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Tagli alle province: il governo dà il via all’iter, ora la parola alle autonomie locali
I requisiti minimi: 350.000 abitanti e 2.500 km² di superficie
Ventola amareggiato, convocata con urgenza la conferenza dei capigruppo consiliari della Bat
«La delibera del consiglio dei ministri assunta oggi in materia di riordino delle province costituisce il secondo passaggio di quel percorso già delineato nel decreto legge sulla "Spending Review" in questa materia - così il ministro della Funzione Pubblica Filippo Patroni Griffi ha illustrato, nella conferenza stampa di questa mattina, le decisioni del governo sulle province, dando il via ad un complesso iter decisionale che dovrà coinvolgere gli enti locali - Si tratta dell'individuazione dei criteri dimensionali minimi, sulla base dei quali tutte le province dovranno essere riordinate. Questi requisiti sono stati individuato in: almeno 350.000 abitanti e almeno 2.500 km². Questo significa che le nuove aggregazioni che sorgeranno dal riordino complessivo di tutte le province, non potranno andare al di sotto di questi requisiti - ha sottolineato il ministro - L'esito generale di questa riorganizzazione potrà portare ad un numero (con qualche linea di approssimazione, perché saranno le autonomie a fare le proposte) intorno alle 40 province e alle 10 città metropolitane, qualcosa in meno, una o due in più. Ora si apre il confronto con i consigli delle autonomie locali e soprattutto con le regioni. Il passaggio finale di questo percorso sarà individuato in un nuovo atto legislativo che metterà a regime il complesso del sistema di riordino di governo sul territorio. Vorrei ricordare che, accanto al riordino complessivo delle province, avremo anche l'istituzione delle città metropolitane, le forme di gestione associata di servizi comunali, e soprattutto la riorganizzazione complessiva dell'amministrazione periferica dello Stato, quindi le prefetture ma anche tutti gli altri uffici periferici dello Stato, organizzati su base provinciale. E' un occasione rilevante per riorganizzare enti di area vasta che siano in gradi di costituire la dimensione ottimale e moderna per dare servizi migliori ai cittadini sul territorio».
«Il riordino delle province, all'esito di questo procedimento, deve avvenire con legge dello Stato. Conteremmo di concludere il processo normativo entro il 2012 - ha aggiunto Patroni Griffi - Questo significa poter avere maggiore elasticità sui termini intermedi, e consentire un'adeguata riflessione al livello del sistema delle autonomie. Questa è una riforma che incide considerevolmente sul territorio. Quindi termine massimo entro l'anno, ma è presumibile che si possa fare prima, perché abbiamo dei termini intermedi molto larghi». Infatti, nel comunicato stampa diramato dalla Presidenza del consiglio dei ministri, al termine del consiglio dei ministri di questa mattina, si legge che: "nei prossimi giorni il Governo trasmetterà la deliberazione al Consiglio delle autonomie locali (CAL), istituito in ogni Regione e composto dai rappresentanti degli enti territoriali (in mancanza, la deliberazione verrà trasmessa all'organo regionale di raccordo tra Regione ed enti locali). La proposta finale sarà trasmessa da CAL e Regioni interessate al governo, il quale provvederà all'effettiva riduzione delle province promuovendo un nuovo atto legislativo che completerà la procedura".
Subito non si sono fatte attendere le voci dalla Bat. Così il presidente Francesco Ventola: «Valutare quanto riportato da un semplice comunicato stampa del Consiglio dei Ministri potrebbe essere abbastanza superficiale. (..) Pertanto, prima di recitare il "De Profundis" delle Province credo sia necessario leggere attentamente le carte. (..) sono altresì curioso di conoscere quali siano le competenze dei Consigli delle autonomie locali, in considerazione del fatto che in Puglia il Cal è formalmente istituito pur non essendosi mai insediato. Nel caso specifico della Provincia di Barletta-Andria-Trani, ad esempio, parliamo di un territorio che confina direttamente con l'istituenda Area Metropolitana di Bari, aspetto questo decisamente inedito e che ritengo debba essere approfondito dal Cal pugliese. Sempre sulla base del comunicato stampa diramato dal Consiglio dei Ministri, credo che quanto stabilito quest'oggi dal Governo sia totalmente anticostituzionale, violando del tutto l'articolo 133 della Costituzione togliendo autonomia ai comuni sulla determinazione dei territori - e poi sui costi - è assolutamente impossibile quantificarli, come lo stesso decreto legge n. 95 del 6 luglio scorso, in materia di revisione della spesa pubblica, afferma chiaramente. Se dunque è impossibile quantificare i costi della chiusura delle Province, che sono al diretto servizio dei cittadini cui erogano quotidianamente servizi, perché non si è proceduto con la chiusura di tutti quegli enti inutili, di diramazione regionale, che ci costano milioni e milioni di euro? Sarebbero bastate poche righe per eliminarli tutti, risparmiando così tanti soldi pubblici senza violare la Costituzione. E' alquanto paradossale che un Governo definito tecnico prenda una topica così colossale proprio su un argomento squisitamente tecnico. Auspico dunque che tale provvedimento, se trovassero conferma queste prime indiscrezioni, non trovi alcun supporto dalla politica. I veri costi, infatti, sono altrove, ma evidentemente non vi è alcun interesse a far decadere i Consigli di Amministrazione di questi enti intermedi, i cui rappresentanti, diversamente da chi governa le Province, sono nominati e non eletti democraticamente dal popolo. La mia non vuole essere una strenua difesa delle Province o, in particolare, di quella che mi onoro di rappresentare, ma una difesa dei servizi che le Province erogano ai cittadini e che probabilmente qualcuno non vuole più che siano resi».
Intanto per oggi, alle 17, è stata convocata una conferenza dei capigruppo del consiglio provinciale della Bat, proprio per discutere di questa informativa di Ventola. La Bat comincia a sentir mancare la terra sotto i suoi piedi? Vedremo cosa succederà. Le prossime settimane, i prossimi mesi, saranno decisivi.
«Il riordino delle province, all'esito di questo procedimento, deve avvenire con legge dello Stato. Conteremmo di concludere il processo normativo entro il 2012 - ha aggiunto Patroni Griffi - Questo significa poter avere maggiore elasticità sui termini intermedi, e consentire un'adeguata riflessione al livello del sistema delle autonomie. Questa è una riforma che incide considerevolmente sul territorio. Quindi termine massimo entro l'anno, ma è presumibile che si possa fare prima, perché abbiamo dei termini intermedi molto larghi». Infatti, nel comunicato stampa diramato dalla Presidenza del consiglio dei ministri, al termine del consiglio dei ministri di questa mattina, si legge che: "nei prossimi giorni il Governo trasmetterà la deliberazione al Consiglio delle autonomie locali (CAL), istituito in ogni Regione e composto dai rappresentanti degli enti territoriali (in mancanza, la deliberazione verrà trasmessa all'organo regionale di raccordo tra Regione ed enti locali). La proposta finale sarà trasmessa da CAL e Regioni interessate al governo, il quale provvederà all'effettiva riduzione delle province promuovendo un nuovo atto legislativo che completerà la procedura".
Subito non si sono fatte attendere le voci dalla Bat. Così il presidente Francesco Ventola: «Valutare quanto riportato da un semplice comunicato stampa del Consiglio dei Ministri potrebbe essere abbastanza superficiale. (..) Pertanto, prima di recitare il "De Profundis" delle Province credo sia necessario leggere attentamente le carte. (..) sono altresì curioso di conoscere quali siano le competenze dei Consigli delle autonomie locali, in considerazione del fatto che in Puglia il Cal è formalmente istituito pur non essendosi mai insediato. Nel caso specifico della Provincia di Barletta-Andria-Trani, ad esempio, parliamo di un territorio che confina direttamente con l'istituenda Area Metropolitana di Bari, aspetto questo decisamente inedito e che ritengo debba essere approfondito dal Cal pugliese. Sempre sulla base del comunicato stampa diramato dal Consiglio dei Ministri, credo che quanto stabilito quest'oggi dal Governo sia totalmente anticostituzionale, violando del tutto l'articolo 133 della Costituzione togliendo autonomia ai comuni sulla determinazione dei territori - e poi sui costi - è assolutamente impossibile quantificarli, come lo stesso decreto legge n. 95 del 6 luglio scorso, in materia di revisione della spesa pubblica, afferma chiaramente. Se dunque è impossibile quantificare i costi della chiusura delle Province, che sono al diretto servizio dei cittadini cui erogano quotidianamente servizi, perché non si è proceduto con la chiusura di tutti quegli enti inutili, di diramazione regionale, che ci costano milioni e milioni di euro? Sarebbero bastate poche righe per eliminarli tutti, risparmiando così tanti soldi pubblici senza violare la Costituzione. E' alquanto paradossale che un Governo definito tecnico prenda una topica così colossale proprio su un argomento squisitamente tecnico. Auspico dunque che tale provvedimento, se trovassero conferma queste prime indiscrezioni, non trovi alcun supporto dalla politica. I veri costi, infatti, sono altrove, ma evidentemente non vi è alcun interesse a far decadere i Consigli di Amministrazione di questi enti intermedi, i cui rappresentanti, diversamente da chi governa le Province, sono nominati e non eletti democraticamente dal popolo. La mia non vuole essere una strenua difesa delle Province o, in particolare, di quella che mi onoro di rappresentare, ma una difesa dei servizi che le Province erogano ai cittadini e che probabilmente qualcuno non vuole più che siano resi».
Intanto per oggi, alle 17, è stata convocata una conferenza dei capigruppo del consiglio provinciale della Bat, proprio per discutere di questa informativa di Ventola. La Bat comincia a sentir mancare la terra sotto i suoi piedi? Vedremo cosa succederà. Le prossime settimane, i prossimi mesi, saranno decisivi.
pasquale lanotte
Egregio sig. Giuseppe,
sono d'accordo con Lei sulla necessità di autodeterminazione dei territori, ammesso che i suoi rappresentanti siano in grado di autodeterminarsi. Purtroppo l'aumento pazzesco (non è provocatorio l'aggettivo) dei costi è sotto gli occhi di tutti. Non è assolutamente vero che le intenzioni di "invarianza di costi" siano state mantenute. I dati esposti non possono essere smentiti. Ne' credo che le mie considerazioni siano di tipo qualunquistico. La Sua visione un po' (mi consenta) romantica della provincia Bat (ho conosciuto don Luigi Filannino e la "lotta" che validi personaggi hanno portato avanti) cozza fortemente con gli obiettivi che questa provincia (non) si è data e credo, considerato il livello della classe politica, non si darà mai. SIcuramente c'entra l'eccessivo campanilismo, ma anche molta demagogia ed un po' di ignoranza. Di sicuro una forte sovrapposizione di funzioni tra Comuni, Ato, Patti Territoriali, Regione, Ambiti Territoriali. Lo stesso presidente Ventola poneva tra i suoi slogan "la provincia aperta al cittadino". SI rendeva conto che normalmente un cittadino non dovrebbe mai entrare in provincia perchè un ente di II livello ? I tempi cambiano e credo che purtroppo sia arrivato il momento di smontare la pletora di enti che hanno costi superiori alla loro utilità sociale. I Comuni dovrebbero fare di più e le Regioni anche.
sono d'accordo con Lei sulla necessità di autodeterminazione dei territori, ammesso che i suoi rappresentanti siano in grado di autodeterminarsi. Purtroppo l'aumento pazzesco (non è provocatorio l'aggettivo) dei costi è sotto gli occhi di tutti. Non è assolutamente vero che le intenzioni di "invarianza di costi" siano state mantenute. I dati esposti non possono essere smentiti. Ne' credo che le mie considerazioni siano di tipo qualunquistico. La Sua visione un po' (mi consenta) romantica della provincia Bat (ho conosciuto don Luigi Filannino e la "lotta" che validi personaggi hanno portato avanti) cozza fortemente con gli obiettivi che questa provincia (non) si è data e credo, considerato il livello della classe politica, non si darà mai. SIcuramente c'entra l'eccessivo campanilismo, ma anche molta demagogia ed un po' di ignoranza. Di sicuro una forte sovrapposizione di funzioni tra Comuni, Ato, Patti Territoriali, Regione, Ambiti Territoriali. Lo stesso presidente Ventola poneva tra i suoi slogan "la provincia aperta al cittadino". SI rendeva conto che normalmente un cittadino non dovrebbe mai entrare in provincia perchè un ente di II livello ? I tempi cambiano e credo che purtroppo sia arrivato il momento di smontare la pletora di enti che hanno costi superiori alla loro utilità sociale. I Comuni dovrebbero fare di più e le Regioni anche.
giuseppe
il 22 luglio alle 10.47
XPasquale: con tristezza ho letto il suo commento che tra l’altro fa torto all’impegno di molte generazioni della nostra Città che da sempre hanno creduto nella elevazione del nostro territorio a livello provinciale. La nascita della Provincia BAT rappresenta per la collettività amministrata una grande opportunità di emancipazione economica, sociale e culturale. Circostanza questa che senza dubbio potrà meglio evidenziarsi negli anni da venire quando saranno superati i campanilismi, che a dire il vero sino ad oggi l’hanno penalizzata. Molto spesso ho letto commenti un po’ qualunquistici sulla validità della istituzione della nostra Provincia con argomentazioni pretestuose. Desidero precisare che la PROVINCIA BAT è sorta con invarianza di costi rispetto al passato. Infatti le risorse dalla stessa amministrata rivengono dai Bilanci delle Province madri di Bari e di Foggia in ragione della popolazione e della superficie dalle stesse non più amministrate. L’avere sul territorio una istituzione provinciale significa valutare con maggiore attenzione ed efficacia le problematiche della collettività amministrata e darne soluzioni con maggiore rapidità ed efficenza.Problematiche che sarebbero state disattese, come lo sono state per decenni, se invecesi continuava a far parte di realtà provinciali molto più ampie(Bari e Foggia)delle quali oltretutto abbiamo rappresentato da sempre una realtà periferica e molto marginale. Spero che la PROVINCIA BAT continui ad esistere ed a svolgere la sua funzione, raggiungendo la superficie necessaria con l’accorpamento di altri Comuni
Roger
il 21 luglio alle 14.15
Sono daccordo con Pasquale lanotte. Facciamo arrivare le nostre considerazioni alla provincia e non solo.
pasquale lanotte
il 21 luglio alle 11.47
Messagi come questo cercate di farli arrivare a Ventola. Autodifesa ad oltranza. Ai cittadni non importa nulla della Bat. La provincia è nata con un presupposto FALSO: invarianza di costi ripsetto al passato.
Risultato: sede provinciale costo oltre 300.000 euro annuali; personale assunto (compreso dirigenti) oltre 1.300.000 euro annui; estati "provinciali" (non bastano quelle cittadine?) oltre 200.000 euro annui; arredamenti vari stanza segretario e presidente (ce ne siamo dimenticati ?) oltre 400.000; finanziamenti inutili ed ingiustizie, non si contano, tra cui la sede LUM.
Questo è quello che riesce a sapere un normale cittadino che cerca di informarsi, poi gli addetti ai lavori potranno aggiungere altro.
E poi veniamcene con prefettura (monca) sedi provinciali di vari organismi inutili, ecc...
Ne avevamo bisogno ?? Purtroppo caro Ventola, sarebbe megio che tu vada a casa, di questi tempi. E senza più fiatare.
APPELLO A BARLETTALIFE: FACCIAMO ARRIVARE LE NOSTRE CONSIDERAZIONI ALLA PROVINCIA.
Risultato: sede provinciale costo oltre 300.000 euro annuali; personale assunto (compreso dirigenti) oltre 1.300.000 euro annui; estati "provinciali" (non bastano quelle cittadine?) oltre 200.000 euro annui; arredamenti vari stanza segretario e presidente (ce ne siamo dimenticati ?) oltre 400.000; finanziamenti inutili ed ingiustizie, non si contano, tra cui la sede LUM.
Questo è quello che riesce a sapere un normale cittadino che cerca di informarsi, poi gli addetti ai lavori potranno aggiungere altro.
E poi veniamcene con prefettura (monca) sedi provinciali di vari organismi inutili, ecc...
Ne avevamo bisogno ?? Purtroppo caro Ventola, sarebbe megio che tu vada a casa, di questi tempi. E senza più fiatare.
APPELLO A BARLETTALIFE: FACCIAMO ARRIVARE LE NOSTRE CONSIDERAZIONI ALLA PROVINCIA.
I commenti rappresentano le opinioni personali dei lettori di BarlettaLife e non dell'editore o degli autori.
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