Turismo in crisi a Bari e nella Bat
I dati diffusi da FederAlberghi non confortano il territorio
In forte calo anche la presenza di stranieri
Un piccolo quanto pesante- per l'economia interna- calo, che non ha risparmiato nessuno, dalla punta settentrionale del Gargano fino a Santa Maria di Leuca. Alle battute finali della stagione estiva, per la Puglia giunge il momento di tirare le somme nell'ambito del settore turistico. I dati non sono di certo confortanti per il 2012: sulla base dei numeri emersi dal monitoraggio mensile di Federalberghi sulle strutture turistiche, si registra infatti un calo complessivo dei turisti pari al 6%, con alcune strutture che hanno subito flessioni tra il 10 e il 20%, altre ancora hanno invece "retto" i numeri dello scorso anno, vantando addirittura piccoli incrementi dovuti a pacchetti particolarmente vantaggiosi proposti sul mercato.
Particolarmente colpito dalla flessione è stata la zona includente il Promontorio del Gargano con un calo di presenze del 30%, mentre la Provincia Bat si è confermata ancora maggiormente presa in considerazione per un turismo giornaliero, non stanziale. I dati risultano in controtendenza con quanto rilevato dall'assessore regionale al turismo Silvia Godelli in merito al confronto fra il numero degli arrivi, divisi fra aereoporti, autostrade e ferrovie, e quello dei turisti ufficiali, dichiarazioni che hanno alimentato polemiche con i vertici di FederAlberghi. La sensazione diffusa è che i "conti" non tornino per via del fenomeno delle seconde case affittate in nero, sempre più comune nella nostra regione. Una "giustificazione", che pur unita a quella che porta a individuare nella crisi economica collettiva una causa concreta del decremento, non deve però far abbassare la guardia sulle carenze di un settore che va senza dubbio migliorato e ampliato come quello dell'offerta turistica sul territorio pugliese.
E se la Puglia turistica deve leccarsi le ferite, le strutture alberghiere delle Province di Bari e Bat devono registrare criticità ancora più gravi con un calo medio di presenze del 20% con fatturati che tendono verso una diminuzione del 30% e tasso di occupazione delle camere che raggiunge in alcuni casi un -40%. Questi dati sono accompagnati anche da un sensibile taglio dei lavoratori occupati che si attesta intorno al 2,2%. Anche le località balneari, da Barletta a Bisceglie, da Polignano e Monopoli, registrano il segno negativo in linea con il dato registrato su base regionale. Perfino Castellana Grotte mantiene la tendenza al calo, mentre Alberobello segna il passo.
Sull'intero panorama italiano, secondo i dati diffusi da Federalberghi, nei primi nove mesi del 2012 sono calate del 2,6% le presenze turistiche, il che ha comportato un decremento nel fatturato del 10%. Nel settore si è registrato un calo del 2,6% dell'occupazione. La fotografia complessiva è quella di un'Italia a due velocità: tra le regioni cresciute in presenze figurano Campania (+2,4%), Sicilia (+0,6%) e Veneto (+0,2%). Il calo maggiore si registra in Friuli Venezia Giulia (-11,8%), Toscana (-10,6%), Sardegna (-7,1%) e Puglia (-6%).
(Twitter: @GuerraLuca88)
Particolarmente colpito dalla flessione è stata la zona includente il Promontorio del Gargano con un calo di presenze del 30%, mentre la Provincia Bat si è confermata ancora maggiormente presa in considerazione per un turismo giornaliero, non stanziale. I dati risultano in controtendenza con quanto rilevato dall'assessore regionale al turismo Silvia Godelli in merito al confronto fra il numero degli arrivi, divisi fra aereoporti, autostrade e ferrovie, e quello dei turisti ufficiali, dichiarazioni che hanno alimentato polemiche con i vertici di FederAlberghi. La sensazione diffusa è che i "conti" non tornino per via del fenomeno delle seconde case affittate in nero, sempre più comune nella nostra regione. Una "giustificazione", che pur unita a quella che porta a individuare nella crisi economica collettiva una causa concreta del decremento, non deve però far abbassare la guardia sulle carenze di un settore che va senza dubbio migliorato e ampliato come quello dell'offerta turistica sul territorio pugliese.
E se la Puglia turistica deve leccarsi le ferite, le strutture alberghiere delle Province di Bari e Bat devono registrare criticità ancora più gravi con un calo medio di presenze del 20% con fatturati che tendono verso una diminuzione del 30% e tasso di occupazione delle camere che raggiunge in alcuni casi un -40%. Questi dati sono accompagnati anche da un sensibile taglio dei lavoratori occupati che si attesta intorno al 2,2%. Anche le località balneari, da Barletta a Bisceglie, da Polignano e Monopoli, registrano il segno negativo in linea con il dato registrato su base regionale. Perfino Castellana Grotte mantiene la tendenza al calo, mentre Alberobello segna il passo.
Sull'intero panorama italiano, secondo i dati diffusi da Federalberghi, nei primi nove mesi del 2012 sono calate del 2,6% le presenze turistiche, il che ha comportato un decremento nel fatturato del 10%. Nel settore si è registrato un calo del 2,6% dell'occupazione. La fotografia complessiva è quella di un'Italia a due velocità: tra le regioni cresciute in presenze figurano Campania (+2,4%), Sicilia (+0,6%) e Veneto (+0,2%). Il calo maggiore si registra in Friuli Venezia Giulia (-11,8%), Toscana (-10,6%), Sardegna (-7,1%) e Puglia (-6%).
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Mercoledì 22 Maggio 2013 





