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L’amministrazione comunale ha una visione della nostra periferia?

L’assessore Dicataldo: «La periferia va vista ormai come un’altra città»

Il vicesindaco Cannito: «Non ci sto a fare una Barletta 2»


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EDOARDO CENTONZE
Mercoledì 4 Luglio 2012

«Abbiamo deciso di organizzare questo incontro in periferia, la zona che lamenta più dimenticanze - così il consigliere comunale della Fds Carmine Doronzo, aprendo un dibattito per fare un bilancio sulla periferia di Barletta, ha spiegato il senso dell'iniziativa "Periferia in festa", organizzata dalla Sinistra per Barletta, che si è tenuta lo scorso fine settimana a Largo Primavera, nel cuore della periferia di Barletta (tra via Paolo Ricci e via Belle Arti) - La periferia è stata snaturata dall'intervento sia pubblico che privato. In essa è stato soddisfatto solo il bisogno abitativo. Per questo abbiamo deciso di lanciare la sfida di presenziare questa zona, soprattutto in vista della prossima approvazione del bilancio consuntivo e del bilancio di previsione: la proroga del governo per l'approvazione di quest'ultimo entro fine Agosto, non deve perciò essere una scusa. Dobbiamo arrivare all'attuazione di un bilancio partecipato – ha ricordato Doronzo - Il primo passo per ridare credibilità all'amministrazione comunale è quello di dare piena attuazione agli indirizzi di governo, dotando di servizi la zona 167, come nuove scuole e spazi verdi - e poi ha citato alcune proposte - Questa zona lamenta inoltre l'assenza di fontane pubbliche: qui possiamo portare la prima cassetta dell'acqua, un servizio di acqua pubblica e refrigerata per la gente. Bisogna dare la disponibilità per chi vive in periferia di avere un'aula studio, una biblioteca: per questo il comune potrebbe intervenire nella convenzione con il Gos, per utilizzare a tal fine quegli spazi. Siamo per investire del denaro pubblico per la Disfida di Barletta: perché non portare qui in periferia alcuni degli eventi? Riportare le periferie al centro deve essere una cosa concreta». Una proposta, quella riguardante il Gos, a cui gli ha risposto, l'assessore al Lavoro Luigi Fruscio, presente al dibattito, riconoscendo la bontà dell'idea, e dichiarando che si attiverà per verificare come poter intervenire nella convenzione tra il comune e la cooperativa che gestisce quegli spazi.

Presenti al dibattito erano anche l'assessore Dicataldo, il vicesindaco Cannito, e il segretario del Pd di Barletta Stefano Chiariello. «Barletta ha subito un taglio abbastanza alto dal governo centrale. Dobbiamo far quadrare i conti per azzerare il disavanzo che è di circa 6 milioni e mezzo di euro. Non posso aggiungere altro, stiamo lavorando per questo - così ha esordito, nel suo intervento, l'assessore al Bilancio e Patrimonio Sabino Dicataldo, ripetendo il refrain già espresso in occasione dell'incontro sul bilancio organizzato dal Pd, che ha poi espresso la sua visione della periferia di Barletta – La periferia va vista ormai come un'altra città, che va gestita come tale. L'impegno dell'amministrazione deve essere quello di non avere più problemi per i trasporti in periferia. Sarebbe buona cosa fare le sedute di giunta nei vari quartieri delle città, per ascoltare le richieste della gente». Così invece ha risposto a Dicataldo, e si è rivolto all'amministrazione tutta, Ruggero Bufo, presidente del dopolavoro "Di Vittorio": «La cosa che manca a Barletta è la programmazione, la cui mancanza è stata un danno. Le case che sono state costruite qua in periferia non hanno strade, luce e gas: sono pronte ma la gente non può andarci ad abitare. Ma se le opere di urbanizzazione si pagano prima, vanno fatte prima. Un'altra cosa è la mancanza di controlli: ci volevano "Le Iene" per scoprire che le case sono pagate a nero? Inoltre, qui in periferia ci sono pochissimi spazi verdi e la circolazione è pericolosa, infatti ci sono molti incidenti. Chi è addetto a questo, faccia il suo mestiere – e ha poi concluso - Io stesso ho votato questa amministrazione, e mi ritengo colpevole per questo».

Nel dibattito, alla visione di Dicataldo, ha replicato, esponendo una visione opposta, il vicesindaco, nonché assessore all'Ambiente e alla Qualità della vita, Antonio Cannito: «Non ci sto a fare una Barletta 2, come diceva l'assessore Dicataldo, perché Barletta è unica e indissolubile». Cannito ha poi aggiunto: «Qui abbiamo pensato solo a costruire queste oscenità e fare un quartiere dormitorio. Se la politica ha commesso i suoi errori, il cittadino ne commette uno quotidianamente: la mancata applicazione del senso civico. Io mi sto battendo per questo. La politica deve fare la sua parte, ma il senso civico viene prima di tutto. Invito i cittadini ad inviare le loro richieste all'assessorato all'Ambiente, ricordando che io ricevo negli uffici al secondo piano della ex Banca d'Italia, il martedì dalle 17 alle 19». Dai cittadini presenti, non molti, ma di provenienza variegata (non solo quindi abitanti della periferia), i problemi principali che sono stati sollevati sono: la mancanza assoluta di cestini nelle strade di questa zona; la presenza di molte strade senza uscita, che rendono gli incroci molto pericolosi; la necessità di poter tornare ad adottare degli spazi della periferia da rivalutare.

Doronzo ha concluso il dibattito, ricordando che sarà il primo di una serie di incontri sulle questioni della nostra periferia, e chiedendo l'impegno all'assessore Dicataldo per l'avvio di un percorso partecipato dalla cittadinanza per la formazione del bilancio comunale. Curioso poi il cenno ai cestini per la raccolta differenziata, richiesti al comune dagli organizzatori per i tre giorni di questa iniziativa, cestini che venerdì, il primo giorno, non erano ancora pervenuti.
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